Dintorni2018-12-21T17:45:35+00:00

Parco del Monte Netto a Capriano

Il Parco è costituito dal Monte Netto che lo occupa per circa 2/3: un’area collinare la cui altezza massima è di circa 130 metri.

Dal punto di vista naturalistico ed ecologico, l’elemento locale di maggior interesse è certamente determinato dal bosco di Capriano del Colle dov’è possibile passeggiare a piedi o in bicicletta, ammirando qualche affascinante paesaggio, prima di rifocillarsi in una o nell’altra trattoria davanti un piatto caldo e ad un bicchiere di vino.

Nella zona delle cave, vi è la presenza di laghetti che consentono la crescita di vegetazione di un certo interesse naturalistico.

Il periodo autunnale è particolarmente indicato per un’escursione e consente di ammirare i cangianti colori che il fogliame assume in questa stagione: le diverse colorazioni vanno dall’arancione, al ramato al rosso scuro, regalando scorci di rara bellezza.

Il percorso:

Dalla chiesa parrocchiale di Pievedizio di Mairano si percorre il lungo rettilineo che conduce verso Azzano Mella. Si prosegue verso Capriano del Colle e, raggiunto il paese, si svolta a destra verso Bagnolo Mella, iniziando a costeggiare numerosi pregiati vigneti.

Oltre la Cascina Uccellanda si pedala lungo un viale alberato fino a un bivio dove si svolta a destra percorrendo un altro rettilineo. Questa è la porzione più alta del Monte Netto, dove transita anche l’itinerario della pista ciclabile provinciale della Bassa Bresciana. Superata la Cascina Torrazza, si entra quindi nel territorio di Poncarale. E, dopo la Cascina Stelle e il successivo tratto rettilineo, si svolta a destra al termine della discesa. L’anello si chiude dopo le Cascine San Bernardo e San Bernardino, all’incrocio dove, svoltando a sinistra, si torna nuovamente alle case di Capriano.

Castello di Padernello

C’era una volta, in un paese lontano lontano, un magnifico castello…È il Castello di Padernello nella bassa bresciana. Un maniero quattrocentesco, con ponte levatoio ancora funzionante, che emerge maestoso dall’acqua del suo fossato. Una misteriosa leggenda aleggia per le stanze del Castello: è la storia della Dama Bianca, un fantasma che ritorna ogni dieci anni la notte del 20 luglio seguendo la magia delle lucciole.

Padernello è un piccolo borgo della campagna bresciana, dove il tempo pare essersi fermato. Qui sorge il Castello che da secoli signoreggia il territorio circostante.
Correva l’anno 1391 nella bassa più bassa della Bassa bresciana. Siamo a Padernello nelle antiche terre gabianesei, ora Borgo San Giacomo. Dopo le prime fortificazioni il maniero, che fu della nobile casata dei Martinengo ramo dei Conti di Padernello o della Fabbrica fino al 1834, fu portato a compimento. Nel Settecento, secondo la moda dell’epoca, venne trasformato in villa signorile e assunse la forma che ammiriamo oggi, dal 1861 della famiglia Salvadego Molin Ugoni, Nel 1965 il Castello di Padernello fu abbandonato dell’ultimo suo abitante, il Conte Filippo Molin Ugoni Salvadego. Il Castello venne ricoperto di rovi, esposto al saccheggio e all’incuria umana, nonostante nel 1912 fosse stato definito di alto pregio architettonico e di interesse nazionale da parte del Ministero della pubblica istruzione.

Tutti si dimenticarono del Castello, ad eccezione di un manipolo di visionari – gli Amici del Castello – che negli anni Ottanta restaurarono l’antica posteria – negozio di alimentari, ora divenuta un’osteria – l’Aquila Rossa, simbolo imperiale dei Martinengo, con l’intento di salvare il maniero e valorizzare il borgo di Padernello. Nel 2002 una grande nevicata fece crollare una parte del maniero, le antiche cucine. Saggezza popolare afferma che non tutto il male vien per nuocere e forse la natura voleva destare la coscienza collettiva. E fu così che da allora, grazie alla passione e alla buona volontà di donne e uomini, con un’audace operazione pubblico-privata, si riprese il filo per riannodare la storia di un territorio.

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